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Gigi and 🍰= the perfect combination
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L'apostolo degli occhiali di Conrad von Soest (1403)


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Sono troppo cool questi occhiali


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Occhiali da sole del Settecento esposti alla Biblioteca Marciana


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Il Museo dell'occhiale, situato a Pieve di Cadore, è dedicato alla evoluzione storica e tecnologica degli occhiali e degli oggetti legati all'ottica, dal medioevo al '900, e alla storia dello sviluppo dell'industria dell'occhiale nel Cadore. Sono esposti più di 3000 occhiali con i vari accessori, e numerosi strumenti ottici. Nato negli anni '50 da una idea del medico e archeologo Enrico De Lotto, sviluppata e realizzata in seguito da Vittorio Tabacchi, presidente dell'azienda Safilo, il museo è stato inaugurato nel 1990; dal 1996 è gestito dalla Fondazione Museo dell'occhiale Onlus, e dal 2007 è ospitato in una moderna struttura, attigua alla casa natale di Tiziano Vecellio. L'esposizione si articola in due percorsi:

Nascita ed evoluzione dell'occhiale: dai primi esemplari di occhiali senza stanghette, alle montature del 1600, ai primi occhiali da sole, risalenti al 1700, ai pince-nez del 1800. Sono esposti inoltre gli accessori creati spesso anche con materiali pregiati: astucci in legno e ottone del '600, ventagli con stecche in avorio in cui è dissimulata una piccola lente e tabacchiere in legno, oro e pietre preziose, contenenti piccoli cannocchiali, secondo la moda francese del '700. Di origine francese anche i piccoli occhiali o binocoli da teatro, le lorgnette e i fassamano, e i ciondoli con lente.
Una sezione è dedicata agli occhiali di origine cinese o giapponese, costruiti con materiali e forme particolari, legate alla cultura e alla tradizione orientale. Tra gli occhiali del '900, sono esposti quelli utilizzati e resi celebri dagli attori dal cinema, fino a caratterizzarne il personaggio interpretato. L'ultima parte del percorso comprende gli strumenti ottici, tra cui le lanterne magiche.
Storia dell'occhialeria bellunese: attraverso immagini d'epoca e documenti si racconta la storia dell'industria ottica nel bellunese, fino ai giorni nostri. Il percorso inizia dal 1878, con la costituzione della società tra le famiglie Frescura e Lozza che fondano la prima fabbrica di lenti in un mulino, con macchinari mossi da energia idraulica.
Una sala del museo è infine dedicata agli oggetti creati dalla devozione popolare.


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Shes sooo pretty my queeennnnnnn my everything! @gigihadid @gigihadid
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кто еще считает Джиджи прекрасной?😻😻@gigihadid #gigihadid


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Se gli occhiali non sono puliti adeguatamente, possono formarsi nel tempo depositi che sono il terreno di coltura ideale, un "collante" per lo sviluppo di colonie di microrganismi patogeni, quali funghi e batteri, che si moltiplicano velocemente e quindi possono provocare infezioni oculari.

Esiste una flora batterica di funghi e batteri che normalmente vivono nell'occhio sano. I microrganismi patogeni, che crescono nell'occhiale o nella lente a contatto sporca, si propagano per via aerea e possono giungere a contatto della cornea, fino a provocare una cheratite.


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All the feels with my awesome team @bhpcatering for @vogueeyewear’s Gigi Hadid capsule collection at @bloomingdales 💕🕶🛍💁🏼‍♀️
#gigiforvogueeyewear


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Wearing her own designs,so major!! ✨♥️
#GigiForVogueEyewear #REEBOKxGIGI .
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#GigiHadid @gigihadid


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#Repost @vogueeyewear
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Quale Vogue scegli?
Occhi di gatto, squadrato o trasparente?
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#GigiForVogueEyewear 😍🕶 #otticabonini


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Rispolverare la storia degli occhiali da sole, ideati per primi dalla tribù eschimese Inuit (anche se sprovvisti di lente) per proteggere gli occhi dal insopportabile riverbero della luce del sole sulla neve, o quella delle lenti colorate, indossate per la prima volta da Nerone, in smeraldo per permettergli di ammirare meglio lo spettacolo dei gladiatori, poi riprese dal Doge di Venezia ed infine commissionate e progettate da Bausch & Lomb in vetro per proteggere la vista dei piloti militari: è diletto interessante, oramai che la parola d’ordine per gli occhiali da sole è “vintage” e non sembra voler cambiare, anzi. Per vedere dove andrà la moda bisogna andare a ritroso, lo abbiamo capito nel corso degli ultimi anni, osservando questa deriva sempre più nostalgica che: partendo dal ritorno dei mitici Ray-Ban Wayfarer anni ’80, indimenticabile vezzo cool del giovanisso Tom Cruise in Riskybusiness, sono passati per i Persol 741, i preferiti di Steve McQueen, ai Lemtosh della newyorkese Moscot, adorati negli anni ’60 da Andy Wharol e Woody Allen, finendo con il rispolverare montature disegnate addirittura nei primi anni ’30, tonde, essenziali, piccolissime: come nel caso dei Reunion proposti da L.G.R. . Per gusto personale, praticità spartana, o per imitare gli status symbol del passato, la ricerca di occhiali vintage tra mercatini e vecchie boutique ha contaminato la tendenza a tal punto da permettere il ritorno sulla cresta dell’onda a marchi da tempo dimenticati, promuovendo l’inflazione di diversi brand specializzatisi proprio nell’elaborazione di montature vintage, riproposte nei materiali più innovativi e stravaganti: dal legno al titanio, alla carta pressata.

Fondamentali nella stagione estiva per proteggere gli occhi dai dannosissimi raggi uva, rimangono più che altro un vezzo da indossare per “avere più carisma e sintomatico mistero” al quale alla fine cediamo un po’ tutti. Ma data questa tendenza indiscussa del vintange, prima di uscire per comprarne un nuovo paio, magari frugate dei cassetti dei vostri nonni, o in quelli delle vostre case al mare: proteste trovare proprio quello che cercate.


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wearing her own designs,so major!!! #GigiForVogueEyewear #REEBOKxGIGI ✨✨✨


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Occhiali Kuboraum

Sembrano maschere moderne, disegnate sul volto di chi le indossa.

Ideati a Berlino nello studio di Köpenicker strasse, ma realizzati tra Belluno e Longarone da artigiani italiani, gli occhiali Kuboraum portano alla ribalta modelli squadrati e d’avanguardia.

Non a caso il nome del marchio significa “stanza cubica”, uno spazio dove poter osservare il mondo attraverso lenti geometriche dalle forme spigolose e oversize con montature vistose, total black o tartaruga. Galeotto fu l’incontro tra il designer Livio Graziottin, già creatore di 24/7 Suits, e l’antropologo e marketing manager Sergio Eusebi al vernissage di una mostra nel quartiere di Mitte. Sono passati tre anni da allora e la collaborazione tra questi due geni creativi si è rivelata quanto mai proficua: dalla sua nascita il marchio Kuboraum è riuscito a vendere oltre 40mila pezzi di cui 23mila solo nel 2014. Merito di un eyewear dal look minimale che ha stregato star come la cantante Rihanna, l’attore italiano Raoul Bova e il cestista statunitense Le Bron James che possiede una mini collezione di dieci esemplari.


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My lovely babies💖


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Luxottica è un'azienda italiana appartenente al gruppo EssilorLuxottica che produce e commercializza occhiali. È presente in oltre 150 paesi  nei cinque continenti ed è la più grande produttrice mondiale di montature per occhiali da vista e da sole.
Nel 2012 è risultata essere la prima azienda italiana nel campo della moda per fatturato.

Suoi sono i marchi: Ray-Ban, Oakley, Vogue Eyewear, Persol, Oliver Peoples e Alain Mikli, mentre in licenza lavora per Giorgio Armani, Burberry, Bulgari, Chanel, Dolce&Gabbana, Ferrari, Michael Kors, Prada, Ralph Lauren, Tiffany & Co., Valentino e Versace.

La società è quotata con la sigla LUX nell'indice FTSE MIB della Borsa di Milanodal 2000.


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Model naočara koji je zabeležio najveću popularnost ove godine 😍 Dizajnirala ga je manekenka Gigi Hadid u saradnji sa brendom naočara #VogueEyewear
Ponovo je dostupan u svim našim optikama 😍 #GigiForVogueEyewear


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The perfect fan standing there @bellahadid @theweeknd


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