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by @massimo_mayde

"Six six six, the number of the beast" cantavano gli Iron Maiden, e questo, è proprio il mio post numero 666.
Ma siamo proprio sicuri che sia questo il numero della bestia?
La Bestia sale dal mare, secondo l'Apocalisse di Giovanni, ed è contrassegnato con le lettere dell'alfabeto greco Chi, Csi e Sigma in legatura maiuscola, ovvero "stigma". Però attenzione. Nei papiri di Ossirinco e nel Codex Ephraemi, il numero riferito alla bestia è 616. Ma che significato ha questo numero, piuttosto che l'altro? Il riferimento alfabetico alle somme da fare per ottenenere il 666, ad esempio, riporterebbe in modo chiaro il nome di Nerone. Ma veniva dal mare? Quasi, da Anzio, ma Nerone in realtà si chiamava "Nero", Lucius Domitius Ahenobarbus. E quindi? La storia del numero della bestia oggi lo leghiamo alla figura dell'anticristo o al diavolo stesso ma ciò che in fondo sembra essere realmente chiaro è solo "six six six the number of the beast. Hell and fire was spawned to be realized." ... 🤟👹🎶😆 🤟
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👉Segui i nostri podcast nel Salotto del Terrore su Spreaker.com . Link nella mia bio. .
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by @gatto_verde_acqua

Quei filibustieri di @massimo_mayde e @mariani_andrea79 hanno trallallato a proposito della mia passione per le audio-letture e di @schizophrenink
Potevo non ri-postare il loro ultimo episodio?
Peraltro un episodio delirante ed improvvisato a proposito de L’Errante, prossimo libro di Massimo per il quale ho realizzato...no beh, non posso ancora dirlo 😂
Ragazzi, un immenso grazie dal mio cuoricino nero 🖤
(E molto imbarazzo😂😂) Segue il #Repost with @get_repost
・・・
E va bene, @mariani_andrea79 mi ha teso una trappola e fatto saltare il palinsesto. A sorpresa... Mi ha intervistato in concomitanza all'imminente uscita dell'Errante, il mio prossimo libro 😎.
Ma come spesso accade la cosa ci è sfuggita di mano e l'intervista si è trasformata in un massacro contro l'editoria a pagamento, nonchè in consigli utili per tutti gli scrittori emergenti che spesso si trovano a dover fare i conti con situazioni paradossali. .
👉 Ascoltaci su Spreaker.com nel "Salotto del Terrore" - Link nella mia bio.
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by @massimo_mayde

E va bene, @mariani_andrea79 mi ha teso una trappola e fatto saltare il palinsesto. A sorpresa... Mi ha intervistato in concomitanza all'imminente uscita dell'Errante, il mio prossimo libro 😎.
Ma come spesso accade la cosa ci è sfuggita di mano e l'intervista si è trasformata in un massacro contro l'editoria a pagamento, nonchè in consigli utili per tutti gli scrittori emergenti che spesso si trovano a dover fare i conti con situazioni paradossali. .
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by @massimo_mayde

Pensavate che fossimo scomparsi? E invece no. Questa sera io e @mariani_andrea79 registreremo la prima puntata della nuova stagione del #salottodelterrore su Spreaker.com.
Tema della serata: Le morti misteriose di Edgar Allan Poe e di Wolfgang Amadeus Mozart.
Arrivederci quindi a questa notte...
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by @mariani_andrea79

Ebbene sì, STIAMO TORNANDO!
Questa sera io e @massimo_mayde registreremo una puntata speciale de "Il Salotto del Terrore"... Stay Tuned... 😁☠️👹👺

Milan, Italy
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by @massimo_mayde

"Ho visto con i miei occhi la foto della piccola Janet Hodgson sollevata dal letto" dichiareranno coloro (tra questi anche i soliti Warren) che nel 1978 si sono interessati al caso Enfield, uno dei fenomeni poltergeist più documentati della storia. Non mi soffermo a raccontare la vicenda perché più o meno tutti la conosciamo attraverso il film Conjuring 2, ma ci sono cose che non vengono mai dette. Ad esempio che in ogni foto Janet compare con le gambe piegate come se avesse appena fatto un salto. E i mattoncini lego che volano? La voce di "Bill" attraverso la bocca di Janet? Ebbene, in realtà le cose sono un po' [tanto] diverse da come narrate nel film. Per cominciare, diciamocelo, la piccola Janet aveva una faccia da svagonata sotto effetto da fumo di passivo di cannabis, e non sembra affatto preoccupata di quanto sta avvenendo, anzi, sembra proprio una bambina contenta del fatto che il suo gioco sia stato preso sul serio. Il resto ho proprio paura di poterlo spiegare in poche parole: messa in scena. Ricordiamoci che gli anni 70 sono stati la fucina dei film horror "tratti da una storia vera", vedi la truffa di Amityville, vedi La casa della anime perdute del 1991 che racconta i fatti avvenuti a Jack e Janet Smurl (dal 1974 agli anni 80), etc. Insomma, siamo di fronte a un piccolo episodio probabilmente ingigantito appositamente, o peggio ancora, ad un caso di follia a due, o disturbo psicotico condiviso, dove due persone o più condividono e fomentano tra loro un fatto sino a crederlo reale per come viene descritto all'interno del gruppo, piuttosto che tramite osservazione obiettiva. Soprattutto, osservate le foto: dovrebbero essere mosse in alcuni casi perché in teoria catturate durante una crisi di Janet, ma in realtà sono perfettamente a fuoco, come se fossero in posa. Anche le altre foto, sembrano più da "piccoli brividi" che un caso reale. Quindi, tra oggetti volanti probabilmente lanciati da Janet, voci catarrotiche che manco un mastino napoletano, bimbi caricati sul trabucco e mestoli da cucina roteanti a nove code, forse una domanda me la farei...

Enfield London Borough of
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by @massimo_mayde

La piú grande truffa mediatica del secolo scorso. È il 1974 e la famiglia Defeo viene sterminata per mano di Ronald Defeo jr. al 112 di Ocean avenue di Amityville. Glielo hanno ordinato le voci dichiarerà. E certo, si sa, gli americani riescono a fare di ogni cosa uno spettacolo, anche un massacro. Ecco quindi farsi avanti Jay Anson che scrive Orrore a Amityville dopo aver concordato con la famiglia Lutz che ne sarebbe derivato un bestseller con tanto di film. I Lutz si trasferiscono nella casa infestata e, dichiareranno dopo 28 giorni, che: "siamo fuggiti, la casa è infestata!" Wow. Anson ne fa un capolavoro dell'horror cercando di cavalcare l'onda della storia vera. Già, peccato che è tutto falso. L'unica cosa vera è il massacro perpetrato da Ronald Defeo jr e l'unico mistero è uno solo. Come diavolo ha fatto Ronald a sparare e a uccidere tutta quanta la famiglia mentre si trovava a letto, senza svegliare nessuno? Nessuno ha reagito, nessuno sembra essersi minimamente scomposto al primo sparo, al secondo e cosí via. Ha finito con i genitori ed è passato alla stanza dove dormivano i fratelli e uno ad uno li ha fatti fuori. Nessun silenziatore. Insomma, i Defeo avevano il sonno pesante o... c'è dell'altro? Non lo sapremo mai forse, ma di sicuro tutti noi abbiamo arricchito il signor Anson e i Lutz comprando il libro o vedendo i vari film. Ok, bei film, a volte anche un po' pacchiani, ma ricordatevi una cosa guardandoli: la verità finisce con l'arresto di Ronald Defeo, il resto è tutto intrattenimento bello e buono.
Anche i mitici Ed e Lorraine Warren si sono interessati al caso, rendendo tutto ancora piú plateale con diverse sedute spiritiche e affini. Sta di fatto che l'attuale proprietario non lamenta il minimo problema. E voi? Ci passereste una notte da soli?
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112 Ocean Avenue
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by @massimo_mayde

C'era una bambina che giocava a palla nei sotterranei di un castello. La palla rimbalzò e scese giú, la bambina la seguí, e non tornò mai piú. Ecco, sembra proprio una filastrocca o una favola, ma c'è chi è fermamente convinto di aver udito la voce di questa bambina a distanza di secoli. Si, sto parlando di un fantasma, che ogni cinque anni, durante il solstizio d'estate, tornerebbe in quel luogo chiamando disperatamente sua madre. È il fantasma di Azzurrina, ovvero Guendalina, figlia di Ugoccione di Montebello che la notte della scomparsa della bambina era fuori in battaglia. La leggenda vuole che il vezzeggiativo Azzurrina venga dallo strano colore assunto dai suoi capelli dopo svariati tentativi della madre di nascondere la sua natura albina, all'epoca malvista e giudicata di origine diabolica. Tutto questo accadeva nel 1375. Leggenda? Verità? Si sappia che le prime cronache dell'epoca sono state redatte solo nel 1600 da un parroco che racconta le leggende della Valmarecchia. Precedentemente, la storia era tramandata oralmente, e si sa, ogni bocca fa fiorir nuove rose. Cosa c'è dunque di vero? Come è possibile che una bambina sia scomparsa nel nulla e non fu mai piú ritrovata? E le voci della bambina registrate dal gruppo di ricerca del laboratorio di biopsicocibernetica di Bologna? Altri ricercatori (del Cicap e indipendenti) non hanno invece rilevato alcun suono.
Un caso? Bisbigli del vento? Solo una leggenda? Ma soprattutto, chi ne trae profitto da questa storia? Il castello di Montebello è li, se volete indagare e scoprire la vostra verità.
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Montebello, Emilia-Romagna, Italy
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by @massimo_mayde

È la notte tra il 24 e il 25 febbraio 1942. Qualcosa compare sui radar nella base militare di Los Angeles, California. L'oggetto è immobile nel cielo e non appartiene all'aviazione americana. L'attacco delle forze americane è immediato. Mitragliatori e missili di ogni genere vengono scaricati sull'obiettivo. Il panico causato dall'attacco tre mesi prima a Pearl Harbor si manifesta con una risposta molto violenta, durata ore, sopra i cieli di Los Angeles. Quella mattina, l'intelligence navale dirama un comunicato allarmante: è previsto un attacco in giornata. I militari hanno i nervi tesi. Sta per accadere qualcosa. E succede. L'attacco si protrae per ore senza alcun esito. Una decina di persone tra i civili perdono la vita durante l'attacco a causa di incidenti generati dal panico di un conflitto imminente dentro i confini statunitensi. Molte case vengono danneggiate dal fuoco amico e altri civili vengono colpiti dalle scariche dei mitragliatori.
L'oggetto che staziona nel cielo, ormai bersagliato dal fuoco americano, resta immobile e non viene minimamente intaccato. Improvvisamente, quella strana presenza scompare. I riflettori puntati sull'UFO non incontrano piú alcun ostacolo e si perdono improvvisamente tra le nubi.
Ad oggi, nessuno sa dire con certezza che cosa fosse quell'oggetto immune a qualsiasi tipo di attacco. Le dichiarazioni a riguardo fecero cenno ai soliti palloni aerostatici, ma quasi nessuno ci crede. Si pensa addirittura ad un attacco di isteria di massa. Già, ma allora cosa stavano illuminando i riflettori? Uno dei tanti misteri che forse non saranno mai svelati.
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Los Angeles, California
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by @massimo_mayde

Accade in Scozia e in Irlanda, nelle regioni più cupe delle brughiere, dove le tradizioni sono così forti che in certe zone ancora si parla solo ed esclusivamente il gaelico, la lingua madre degli antichi celti. Nei ceppi più antichi di queste popolazioni isolate dal continente, e che in rarissime occasioni si sono concesse al "modernismo" anglo normanno, trovano posto miti e leggende che hanno radici molto antiche. Fra tutti, il mito del "piccolo popolo" o delle fate. Tra questi c'è una fata che irlandesi e scozzesi chiamano Banshee (dal gaelico bean "donna" e sidhe, ovvero "fata") ed è una delle apparizioni più temibili che si possano avere. Ogni famiglia ha la sua "donna fata" che si lega di volta in volta ai discendenti e appare loro sotto forma di una donna vestita di rosso o di verde-grigio. Può avere l'aspetto di una fanciulla, ma in molti casi si presenta sotto forma di una vecchia molto magra che predice loro la morte o quella di un parente. In certi manieri scozzesi e irlandesi, molte famiglie giurano di aver udito il loro canto (che sembra più un pianto mesto) provenire dalla brughiera e che una volta cessato, qualcuno era deceduto dopo essergli apparso ricoperta di sangue.
La Banshee non è considerato uno spirito negativo, anche se terrificante, poiché il suo canto funebre spesso si rivela essere un sollievo per coloro che devono assistere alle lunghe sofferenze di un parente. Di conseguenza, tra le antiche famiglie e la loro Banshee, vige una sorta di rispetto, quasi si trattasse di un fedele guardiano di famiglia.
Quindi, se avete anche una sol vaga e lontana discendenza irlandese, o scozzese come me, fateci caso se nelle silenziose notti dovesse giungere dalle vostre finestre uno strano suono. Se lo sentite e vi ricorda vagamente il canto funebre di una donna, fate un cenno e rendetele omaggio, perché quel pianto sarà l'ultima cosa che sentirete... in un giorno lontano da oggi.
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Scotland
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by @massimo_mayde

In un modo o nell'altro, tutti conosciamo la storia di Lucifero, ma pochi sanno i retroscena. Per esempio che il suo vero nome è Helél, che non è un arcangelo ma un serafino, il piú alto coro angelico. Nella tradizione ebraica, non è contemplata l'esistenza degli angeli in quanto entità spirituali a sé, ma come diretta emanazione e volere di Dio. Cosa significa? I nomi ebraici degli angeli sono composti da una radice esplicativa, o verbo, e da una desinenza sempre uguale: "él", ovvero "Dio". Michaél, Raphaél, Gabriél, Azraél, eccetera. I nomi racchiudono un significato, o "verbo" che può significare "il veleno di dio", "potenza di dio", "chi è come dio", eccetera. Da ciò ne viene che l'ebraismo considera gli angeli una manifestazione dell'altissimo attraverso il potere della parola e dei numeri, come ampiamente scritto nei testi della Kabbalah e lo Zohar. Va da sè, che il Tetragrammaton (ovvero il vero nome di dio per esteso) è la fusione dei 72 nomi degli angeli (senza "él"), nome che ne descrive la potenza assoluta nel verbo.
E Lucifero? La sua storia è disseminata in decine e decine di culture da cui ne derivano storie molto antiche. La caduta degli angeli venne narrata dal patriarca Enoch e le sue visioni sono tra le piú vivide, oniriche e spaventose che ci si possa immaginare. Nell'islam è Satan, l'avversario. In altre culture e con altri nomi, Helel è la vera "star", o Stella del mattino ("perchè sei precipitato dal paradiso, stella del mattino, figlio dell'aurora, tu che calpestavi le nazioni?" Isaia, 14,12). Già, ce lo chiediamo un po' tutti, specie i suoi figli, i demoni e i mezzo sangue chiamati Nephilim, ovvero i giganti mezzi umani e mezzi angeli. I primi sono i tentatori per eccellenza (cristianesimo), i secondi sono esseri fisici che hanno dato origine alla leggenda dei giganti ("c'erano i giganti a quell'epoca sulla terra e si unirono alle figlie degli uomini" genesi 6, 1-4). La storia dell'umanità ha origine comune in tutte le tradizioni. Cambiano i nomi e i puntindi vista, ma... Che ci sia un fondo di verità? 👉 Segui i i nostri podcast nel Salotto del Terrore su Spreaker.com - Link nella mia bio.
#demonio #paranormal #nephilim #horror


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by @massimo_mayde

E' indubbiamente con la sepoltura prematura che andiamo a sondare una delle esperienze più orribili che si possano sperimentare. Che sia per incapacità di distinguere un vivo da un morto o per un atto rituale (come accadeva in Persia secondo i racconti di Erodoto), uno scrittore su tutti ha saputo sublimare alla perfezione quest'incubo meglio di chiunque altro: Edgar Allan Poe, con il suo racconto (appunto) La sepoltura prematura. Poi c'è un certo Mike Meaney che nel 1968 si fece seppellire vivo per 61 giorni e riuscì a sopravvivere. Ovvero, come ti ammazzo il tempo, se questo non ammazza prima me.
Ma perché tra il 1800 e gli inizi del 1900 questa era una paura così comune? Semplice, perché accadeva, e piuttosto spesso a quanto pare. Tanto che all'epoca furono inventati meccanismi a campanella e altre stramberie che permettevano al sepolto vivo di lanciare l'allarme. Di recente sono stati esumanti corpi sepolti nei cimiteri di Londra (tanto per cambiare, no?) sin dall'epoca vittoriana e... indovinate un po'. Molti cadaveri sono stati ritrovati in posizioni che di sonno eterno non avevano proprio nulla. Anzi, qualcuno doveva aver avuto un brusco risveglio, magari da stati di catatonia et similia, con la stravagante idea di essersi sopito "giusto cinque minuti" e, resosi conto della situazione particolarmente seccante, deve essersi fatto venire qualche idea ancora più bislacca, come scavare con le unghie nella bara per uscirne. Peccato che nella fretta, e consumando il già pochissimo ossigeno, l'asfissia era dietro l'angolo. Ma niente paura, sareste stati già nel posto giusto e lì sotto, vi assicuro, il sonno eterno è assicurato. Non si sente niente, nessun rumore. E chiaramente, nessuno potrà sentirvi.
Buona notte...
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London, United Kingdom
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by @mariani_andrea79

Il Salotto del Terrore torna con una nuova rubrica "The Lone Gunman", interamente gestita da @gianlucagerunda, con due appuntamenti mensili.
Ascolta la puntata pilota. Si parla di vita dopo la morte (roba forte)... 👉 NON PERDERE il podcast su misteri e curiosità dal mondo, in... Pallottole! Link nella mia bio ➡️ alla voce "Podcast" .
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Milan, Italy
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by @massimo_mayde

The Lone Gunman è giunto tra noi. La nuova sezione del Salotto del Terrore (interamente gestita da @gianlucagerunda) con due appuntamenti mensili.
Ascoltate la puntata pilota. Si parla di vita dopo la morte, e fateci sapere cosa ne pensate 😉
👉 il podcast su misteri e curiosità dal mondo, in... Pallottole! Link nella mia bio.
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Milan, Italy
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by @gianlucagerunda

Mutina Boica 2018

Modena, Italy
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by @massimo_mayde

Il lupo è il grande spirito della foresta. Già, ma andatelo a raccontare agli abitabti di Bedburg in Germania, che a metà 1500 si sono ritrovati a dover dare la caccia a un lupo mannaro. Si, perchè Peter Stubber credeva di potersi trasformare in un lupo, e di dedicarsi al suo passatempo preferito: sbranare e divorare esseri umani, soprattutto bambini. Nel suo curriculum compaiono 16 omicidi accertati, ma potrebbero essere molti di piú, senza contare il bestiame che ammazzava e macellava con i denti per berne il sangue. Il gran gourmet poi, andava matto per il cervello che estraeva dai crani con l'uso dell'ascia. Un bel frullato da grattare dalle pareti. Insomma, un casinista, e come ogni degno serial killer, prima o poi un errore dettato dalla frenesia e dal senso di onnipotenza, si commette. Fu visto fuggire in pieno giorno dopo aver pasteggiato con le viscere di un bambino trovato affrescato al suolo. Catturato nel 1589, fu processato dall'inquisizione alla quale rivelò il suo recondito segreto: il diavolo aveva donato lui una cintura magica in grado di trasformarlo in un lupo, e il lupo si sa, è la bestia selvaggia per eccellenza. Dovrà pur mangiare anche lui, povera creatura. Ecco, oggi un elemento del genere verrebbe classificato come malato di mente, e la psicopatologia di cui sarebbe affetto verrebbe studiata e curata. E invece no. All'epoca la cura consistette nel legarlo alla ruota, bastonarlo fino alla rottura delle ossa, strappargli brandelli di carne con ferri arroventati e tagliarli infine gambe e braccia per un fritto misto in pubblica piazza. La testa fu infilzata in un palo e appesa per abbellire la porta d'ingresso del paese. Peter Stubber, il lupo mannaro, era stato terminato. Di queste cronache ne parla il Declaring and damnable life and death of Peter Stubbe, stampato a Londra nel 1590. Buon appetito.
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Germania
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by @massimo_mayde

Nel 1892 la Nation Army di Hanbury street era scesa in campo per tamponare la situazione delle migliaia di donne disperate dell'Est End di Londra dopo i delitti di Jack the Ripper. La società stava cambiando e lo squartatore aveva avuto il suo ruolo anche in questo. Non era più possibile voltarsi dall'altra parte e far finta che non esistesse il problema. Le donne poi erano la parte più debole della costola più indigente della società londinese. Spesso un divorzio o la morte del marito non lasciava scampo e le malcapitate si ritrovavano a dover sopravvivere con la prostituzione. Pochi spiccioli per un letto schifoso intriso spesso di odori nauseanti e lasciti organici di chi vi aveva dormito la sera prima. Una vita miserabile che non possiamo nemmeno immaginare. Come detto prima, Jack aveva "a modo suo" portato il problema in superficie. Già, risolvere la cosa, ma da buoni inglesi. Keep calm and carry on, come avrebbero mostrato le locandine che nella seconda guerra mondiale ricordavano a tutti "siamo inglesi, anche se ci bombardano, restiamo calmi e andiamo avanti". L'efficiente Nation army di Hanbury street tirò su grandi capannoni nei quali stipare migliaia di poveri miserabili al fine di dare riparo, ma non possiamo stupirci se scritto sui muri in alto avremmo visto la scritta "Are you ready to die", e allo stesso modo non possiamo stupirci se per "certe" anziane o donne malate, i letti che le avrebbe accolte per la notte erano casse di legno nelle quali potevano dormire, si certo, ma se andava bene. Si, perchè se non avessero passato la notte, quei deliziosi lettini di legno venivano chiusi con delle assi trasformandosi in bare. E ora pensate di stendervi ancora vivi ma molto malati in una cassa di legno con l'idea che quel letto potrebbe essere quello che accoglierà il vostro sonno eterno... mmm deliziosamente macabro e british.
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London, United Kingdom
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by @massimo_mayde

Sulle tracce di Jack the Ripper, 130 anni esatti dopo i delitti di Whitechapel.
Mitre Square: quella che vedete nel filmato era l'unica via di accesso a Mitre Square, escludento il vicolo dal quale proveniva Catherine Eddowes e Jack the Ripper. Questa era l'unica possibile via di fuga per il killer che è certamente passato di qui. Quelle case antiche, lo hanno visto e hanno assistito alla scena...
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Mitre Square
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by @massimo_mayde

Sulle tracce di Jack the Ripper, 130 anni esatti dopo i delitti di Whitechapel.
Qui a Mitre Square, il primo settembre 1888, Jack the Ripper uccise e mutilò Catherine Eddowes, dopo averla probabilmente adescata nel vicolo che porta alla chiesa li vicino.
Il punto esatto secondo la ricostruzione fotografica di allora con quella di oggi. Fino a poco tempo fa c'erano delle panchine a segnare il luogo esatto, ora invece c'è uno spiazzo che permette il transito veicolare. Immaginatevelo li, chino e intento a... Si, esatto, proprio in quel punto che vedete segnato. Io ci sono stato, ci ho camminato, e c'è qualcosa di veramente strano stando li in piedi. Non so cosa sia, forse conoscere la storia, forse... altro.
🔎 Quello che vedete nelle foto è il punto esatto del ritrovamento del cadavere che ho fotografato due giorni fa, il luogo dove Jack the Ripper ha ucciso Catherine Eddowes il primo settembre 1888.
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Mitre Square
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by @massimo_mayde

Sulle tracce di Jack the Ripper, 130 anni esatti dopo i delitti di Whitechapel.
Qui sono a Henriques Street dove fu uccisa Elizabeth Stride; il cadavere fu rinvenuto da un cocchiere il 30 settembre 1888 dentro un portone di Berner Street (oggi si chiama Henriques Street). Qui oggi sorge la Harry Gosling Primary School. Il cadavere presentava un singolo taglio alla gola da destra verso sinistra. L'arrivo del cocchiere aveva probabilmente disturbato Jack che non fu in grado di completare il suo lavoro...
🔎 Quello che vedete nel filmato è il punto esatto del ritrovamento del cadavere che ho filmato questa mattina, la strada dove ha camminato Jack the Ripper nel 1888.
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Whitechapel station
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by @massimo_mayde

Inizia tutto nell'agosto del 1888, a Whitechapel, Londra. Da allora nulla è mai veramente finito. La caccia a Jack the Ripper è piú che mai ancora aperta e sono in molti (troppi) ad aver avanzato teorie che coinvolgono: cospirazioni e riti esoterici (la massoneria), pittori (W. Sickert) e macellai ("grembiule di cuio"), scrittori (L. Carroll) e studenti di medicina. La lista è sterminata ma negli ultimi anni è uscito il nome di in uomo di origini polacche, George Chapman (1865-1903) al secolo Seweryn Klosowski, un barbiere che avrebbe avuto certe nozioni di anatomia, era stato piú volte segnalato alla polizia per le ripetute violenze e ... che all'epoca di Jack the Ripper fu uno dei maggiori indiziati. Come si è giunti a identificare in lui il possibile omicida? Pare sia stato possibile eseguire il test del DNA su uno scialle appartenuto ad una delle vittime e che su questo sia stata trovata la traccia genetica di Jack (wow...😒). Già, peccato che malgrado si trovino titoloni sul web e ogni tanto spunti qualche documentario speciale sul mostro di Whitechapel, tutti si guardino bene dal dire che il test è stato un esperimento fallimentare per varie ragioni, tra cui che l'analisi poteva -dopo cosí tanti anni- essere effettuato solo sul dna mitocondriale. Il risultato di questo test permette in realtà di aprire una rosa di sospetti che si allargherebbe a metà Londra di allora. Peggio che avere giusto quei 30 sospettati o giú di lí.
In questi giorni sarò a Londra (con @unodueta) e prometto solennemente di catturare almeno un po' di mistero vittoriano per propinarvelo in pilloloni da buttar giú con un po' di assenzio. Se invece sarò fortunato, magari catturerò in una foto il fantasma di Jack nei vicoli. Se invece non avrete piú mie notizie, probabilmente Jack avrà trovato me. .
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London, United Kingdom
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by @massimo_mayde

Se vi fosse capitato di passare nella notte vicino a dei centri abitati nel medioevo in Francia, in Germania, in Irlanda, o nell'Europa dell'Est, avreste visto un lume spettrale indicarvi la via per il campo santo. Il lume sarebbe giunto a voi da una costruzione in pietra simile ad una torre. Avreste visto la lanterna dei morti, un vero e proprio mistero medievale. Si, perché non esistono molte testimonianze riguardo, se non in un manoscritto del 1100 di Pietro il Venerabile nel suo De Miraculis, dove descrive a malapena queste costruzioni sinistre. Si sa, in epoche antiche i morti erano una cosa seria, non un business come oggi, e serviva qualcosa in grado di indicare loro la via per... e chi lo sa? E' un mistero no? Ma possiamo farci un paio di idee. Senza contare che i redivivi (o vampiri) avrebbero visto la lanterna e si sarebbero diligentemente risistemati nella loro tomba, "accecati" dalla luce divina. A partire dal 1400, vennero utilizzate anche per altri scopi sino alla fine del 1700, ovvero per segnalare la presenza ai viandanti che in città divagava un bacillo veramente fastidioso oggi conosciuto come "Yersinia pestis", ma che un tempo veniva chiamato semplicemente la Peste Nera. I viandanti avrebbero cambiato i loro programmi e si sarebbero allontanati da quel luogo. Magra consolazione se si pensa che malgrado la Lux Divina fosse accesa, il morbo sterminò gran parte della popolazione Europea cambiando per sempre la società dell'epoca a tal punto che i poveri contadini diventarono proprietari terrieri e i nobili, a causa della scarsa manodopera, dovettero farsi crescere i calli sulle mani alla svelta per non dover morire di fame... Di una lanterna dei morti in particolare ne parlo anche nel mio romanzo, Re Nero, quella che sorgeva un tempo lungo le rive della Vistola a Cracovia in Polonia; una lanterna il cui lume spettrale si riaccende per mano ultraterrena dopo secoli, ma questa è un'altra storia...
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Kraków, Vistula river
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by @massimo_mayde

5 dicembre 1791. "...homo reus, pausa un ottavo, e...", disse, poi Xaver Süssmayr non udí il seguito. Wolfgang Chrysostomus "Amadé" Mozart era morto. Le cause della morte mai chiarite. Teorie romantiche lo vedono immischiato con la massoneria, a cui Mozart era affiliato. Avrebbe diffuso i segreti del tempio attraverso la musica del Flauto magico e per tali motivi, come impone il codice massone, fu ucciso. Ma non andò affatto cosí. Mozart morí forse a causa di un problema renale giunto allo stadio terminale. Qualcuno avanza l'ipotesi di una bastonata ricevuta in testa da un uomo la cui moglie lo aveva tradito con il musicista. La teoria si basa solo sul ritrovamento del presunto teschio di Mozart conservato -sembra- dal becchino che lo aveva sepolto nella fossa comune. Il tutto altamente improbabile.
Avvelenamento, per coprire chissà quale mistero. Molti invece credono alla teoria del film di Milos Forman, secondo cui fu Salieri ad ucciderlo per gelosia. FALSO. Salieri all'epoca godeva di una fama maggiore rispetto a quella di Mozart, ebbene si. Ma allora come è morto Amadé? Anche il nome è avvolto dal mito, dato che Mozart si chiamava Joannes Chrysostomus Wolfgangus Theophilus, e affatto Amadeus (amato da dio) come lui invece amava firmarsi per vezzo. E il suo viso? Altro mistero: qual'è il suo vero volto? Senza fotografia, all'epoca si usavano i ritratti, ma spesso poco somiglianti. Il piú accreditato lo vedete nella seconda foto, ritratto di profilo. La prima è la piú famosa, ma postuma, anche se una certa somiglianza potrebbe in realtà esserci. E la terza? È la ricostruzione forense del "vero" volto di Mozart cosí come sarebbe dovuto essere sovrapponendo le maggiori somiglianza tra i diversi dipinti secondo il reparto della scientifica forense della polizia berlinese. In fondo Mozart non era bello come ce lo dipingono. Era basso, magrolino, con il volto devastato dal vaiolo a cui era scampato a 11 anni e una testa davvero grossa. Parecchio cervello, troppo, ma questo almeno è l'unico dato certo.
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Vienna, Austria
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by @massimo_mayde

Malinconia. Tristezza. Orrore. A volte i sentimenti sono il nostro peggior nemico, e ne sanno qualcosa le anime tormentate, chiuse nelle loro stanze ad ascoltare musica ancor piú deprimente della pioggia autunnale. Lo sanno i musicisti, i poeti, e coloro che ne subiscono il fascino. A volte troppo. Ecco, possiamo dire proprio che a volte la musica o un testo siano in grado di amplificare una situazione già compromessa. Ci sono poi canzoni maledette, come quella scritta dall'ungherese Laszlo Javor e musicata da
Rezső Seress, Gloomy Sunday (1933), che porterebbe al suicidio chiunque la ascoltasse. Il repertorio è piuttosto vasto: impiccagioni, avvelenamenti, gente che si butta dalla finestra, gente che si spara in bocca, e altre cosette deliziose. Fu proibito di mandarla in radio nel 1941 perchè troppo deprimente per i soldati che avrebbero potuto ascoltarla. L'autore stesso si gettò dalla finestra e morí. Tutto questo perchè? Tanto per cominciare la canzone è a ritmo lento di marcia funebre, e può (molto) alla lontana ricordare il Lacrimosa dal Requiem di Mozart, ma il testo racchiude un significato sinistro che spingerebbe all'unica soluzione possibile per tutti i malinconici del mondo: il suicidio. "Triste domenica", scritta dopo il litigio con l'amante. Deprimente e colma di un senso di vuoto che ...uccide.
Che dire? Qualcuno ci crede, qualcuno no, ma in fin dei conti rimane una bella canzone, specie nella versione cantata da Billie Holiday. Ma se siete tristi, e siete tra quelle persone che -scusate- si ammazzano di musica deprimente quando sono malinconiche... ecco, evitate di ascoltare Gloomy Sunday, la canzone che metterà fine alla vostra tristezza. Definitivamente.
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Milan, Italy
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by @massimo_mayde

Chi è di Milano, alzi la mano. Bene. Dove abitate? Al di fuori della cerchia delle mura spagnole? Benissimo. Siete a "Corpi Santi", ovvero quella parte di Milano che circondava il comune vero e proprio e che venne istituito nel 1782. Certo, oggi è diventata tutta un'unica città, ma un tempo era quello il suo nome. Perchè Corpi Santi? Perchè sotto la dominazione asburgica, fu imposta la sepoltura dei morti al di fuori della cerchia muraria. Avete capito bene. Tutto quanto era un vasto cimitero, costellato qua e là da chiese, piccoli agglomerati di case e cascine, ma i morti erano la parte di popolazione piú numerosa. Il nome Corpi Santi deriva dal sin troppo chiaro riferimento ai cadaveri, ma soprattutto è sinonimo di fuochi fatui. Un tempo si pensava che le fiammelle che apparivano di notte nei cimiteri fossero le anime dei defunti che uscivano dalle tombe per farsi un giro.
Quindi, se vivere nella vecchia Corpi Santi di Milano, ricordate che sotto la vostra abitazione, sotto il vostro garage, sotto i vostri stessi passi c'è l'alta probabilità che vi siano ancora dei corpi che urlano dalle profondità della terra che gli venga concessa degna sepoltura. Non per nulla, sono molti gli avvistamenti di fantasmi lungo gli incroci, o dove la nuda terra emerge sfidando il grigio asfalto. State attenti...
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Milan, Italy
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by @massimo_mayde

Cork (anni 70/80) Rory O’Donoghue decide all'età di 68 anni di aprire una piccola attività di sviluppo rullini fotografici. Il magazzino del suo negozio, aperto da poco, straripa di cose vecchie tra cui un rullino Agfa mai sviluppato, appartenuto (secondo Rory) ad un uomo poi deceduto i cui scatti precedenti si erano rivelati bruciati per sovraesposizione. Il vecchio O’Donoghue decide quindi di sviluppare tale rullino abbandonato, scoprendo che all'interno vi è una sola foto, di una villetta in bianco e nero. Poi nota qualcosa di strano: nella foto è comparsa una donna in nero vicino la porta di casa. Poco più tardi, la misteriosa sagoma non si trova più in quella posizione, ma a terra, intenta a raggiungere carponi la finestra. Ma non finisce qui, perchè la donna in nero poco dopo compare uscire dalla porta per poi apparire in lontananza dalla casa con in braccio un bambino... O'Donoghue non sa cosa pensare se non ad uno strano scherzo della vista e decide di appendere comunque in casa sua quella strana fotografia.
Secondo quanto poi appreso, pare che quella villetta apparteneva alla famiglia Branderville che vide spezzarsi la propria discendenza con l'ultimo figlio, scomparso inspiegabilmente nel 1912. A seguito di questo fatto la madre si tolse la vita mentre il marito morì in quella casa abbandonata, nella più completa solitudine.
Che dire, ci sono tutti gli elementi per una leggenda metropolitana, e per dirla tutta, quello della donna sembra un fotomontaggio fatto anche male, e mi riferisco a quella dove compare sul bordo della foto mentre si allontana. Ma la domanda è: se l'unico testimone è stato O'Donoghue, e lui stesso afferma di non aver dato peso alla cosa, come possono esistere allora le foto qui sopra? Chi le ha scattate?
Ma non si sa mai, quindi di tanto in tanto passate di qui a controllare le foto, e se dovessero comparire intrusi... beh, fatemelo sapere.
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by @massimo_mayde

Ancora oggi l'incidente del passo Djatlov fa discutere. Chi o che cosa ha ucciso i nove escursionisti sul monte Otorten in Russia? Una fatalità? Un esperimento del governo? Gli Ufo? O... Il Menk, una cretura misteriosa ben nota agli abitanti del luogo?
🔎Il Dharma Project indaga e come sempre, analizza tutte le possibili cause. Con @massimo_mayde @mariani_andrea79 e @gianlucagerunda
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Otorten
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by @massimo_mayde

Un suono persistente, penetrante, disturbante, simile al rumore di un motore diesel si insinua improvvisamente nella vostra testa. Anzi no, il rumore risuona attraverso il vostro stesso corpo, le ossa, e se provate a tapparvi le orecchie non cambia assolutamente niente. Un suono spaventoso che vi costringe a cercare una via di fuga da... da cosa? Accade con maggior frequenza a Taos, in New Mexico (da qui ronzìo di Taos o semplicemente Hum), dove un suono a bassa frequenza rende la vita impossibile alla gente che lì vi abita. Ma attenzione, il suono è così a bassa frequenza che non tutti possono udirlo, ma chi ne è stato testimone, afferma di aver desiderato più volte di farla finita piuttosto che continuare a sentire l'Hum. Molti hanno anche messo in pratica quanto desiderato e i suicidi in questa zona, così come in molte altre parti del mondo dove questo misterioso suono viene udito, sono al di sopra della normale media. Ma che cos'è l'Hum? Come già detto, è un suono a bassa frequenza intorno i 50 Hz, in grado di sconvolgere le menti più sensibili e le cui origini sono ancora sconosciute. Le ipotesi avanzate sono spesso piuttosto fantasiose: si va dagli UFO agli esperimenti con armi ad infrasuoni da parte dei governi, dai suoni dell'apocalisse (con tanto di coro angelico) fino ad arrivare a delle non meglio identificate vibrazioni cosmiche. Niente di meglio che.
A tutt'oggi l'Hum fa capolino in molte parti del globo, in alcuni luoghi con frequenza ciclica, in altri solo in certi periodi dell'anno, mentre in altri ancora si registrano incursioni sonore dell'Hum solo in piena notte e mai durante il giorno.
Sia quel che sia, il brusìo micidiale che sconvolge la vita a migliaia di persone in tutto il mondo è un fenomeno reale, di cui esistono centinaia di registrazioni che potrete ascoltare anche su youtube per conciliarvi un delizioso riposo...
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Taos, New Mexico
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